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TRENO DELLA MEMORIA 2015, intervista a Valentina.

10 Maggio 2015

Sono Valentina Stenico, una studentessa dell'Istituto Ivo De Carneri di Civezzano.
Un mio sogno futuro sarebbe proprio quello di viaggiare, scoprire e conoscere il mondo e credo che questa scuola sia un buon punto di partenza. Quest'anno ho deciso di partecipare al progetto del treno della memoria, perché penso sia necessario che non venga mai dimenticato quanto è successo in passato (in questo caso la terribile realtà dei campi di concentramento).

COME TI SENTI DOPO UN MESE CHE SEI TORNATA DA QUEST’ESPERIENZA?

E' ormai passato un mese dalla mia esperienza e posso affermare che essa mi ha dato molto. Sono riuscita, proprio come volevo, a viverla al meglio, soprattutto come "crescita" personale.

Due sono le parole chiave che porterò sempre con me: conoscenza e impegno.
Penso che entrambe siano molto importanti, ma solo unite assieme creino la vera forza.
Altrettanto importante è l’informazione, quella che riceviamo e che, una volta approfondita e fatta nostra, possiamo condividere.
E’ da considerarsi, quindi, un trampolino di lancio.

SPIEGA MEGLIO CHE COSA VUOI DIRE CONCRETAMENTE PER IMPEGNO. OGGI è UNA PAROLA MOLTO ABUSATA E CHE SPESSO VIENE PRIVATA DEL SUO SENSO.

L’impegno, secondo me, può essere definito come una sorta di responsabilità personale che ogni singolo individuo può scegliere se intraprendere o meno.
Colgo l’occasione per citare una frase di Josè Saramago: “Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere.”.

ANCHE LA PAROLA INFORMAZIONE PUÒ VOLER DIRE MOLTE COSE. TU COME PENSI DI RIUSCIRE OGGI AD INFORMARTI AL MEGLIO E SVILUPPARE COSÌ UN’IDEA CONCRETA SULLE COSE CHE CI CIRCONDANO?

Al giorno d’oggi non mancano di certo i mezzi di comunicazione e di informazione. Tuttavia ritengo che molte delle notizie che rese pubbliche in televisione o sui giornali quotidiani siano spesso “selezionate” e che buona parte della verità e dell’informazione venga tenuta nascosta, se non addirittura messa da parte.
Credo che stia ad ognuno di noi decidere o meno di informarsi maggiormente, per curiosità e per partecipazione attiva a quello che accade nel mondo. Ci sono molte possibilità: blog, siti internet, pagine facebook.. A livello di esperienza personale mi ritengo appagata e soddisfatta, perché giornalmente seguo una pagina facebook che mette in luce molti aspetti della vita quotidiana che spesso vengono censurati e settimanalmente compro un giornale che “osa” pubblicare notizie che lo Stato tenderebbe a nascondere (e difatti proprio per questo motivo ha rischiato molte volte la chiusura).
La possibilità di informazione, quindi, non manca; ma indubbiamente sta al singolo incuriosirsi, avere una sorta di “fame di sapere e conoscenza”.

PERCHÉ SECONDO TE SEI RIUSCITA A VIVERE AL MEGLIO QUEST’ESPERIENZA?
E PERCHÉ PARLI DI CRESCITA PERSONALE DOPO UNA COSI PICCOLA ESPERIENZA NELLA CORNICE DELLA TUA VITA?

Indubbiamente sono partita avendo già una piccola idea di quello che mi stava aspettando.
Sono partita, dunque, con la curiosità e la voglia di conoscenza e informazione.
Inoltre pensavo (e penso tutt’ora) che ricordare sia importante, anzi fondamentale.
Si dovrebbe imparare dal passato, soprattutto da errori grandi come questo.
Perciò spero che l’iniziativa del Treno della Memoria continui a proseguire, in modo da far conoscere anche alle generazioni future quella che è stata la terribile realtà della Shoah.
Personalmente, dopo questa esperienza, mi sono sentita arricchita, sia da nuove conoscenze, sia moralmente sia da anche nuove strane emozioni che è difficile descrivere.
Esse mi hanno accompagnata durante la visita ai campi di concentramento, in cui abbiamo concretizzato parte del passato. Non saprei descrivere esattamente quello che ho provato mentre camminavamo nell’enorme campo di concentramento di Birkenau, con le cuffiette alle orecchie, dalle quali uscivano le parole della nostra guida che ci descriveva l’atrocità di quella che era la vita (se si può definire tale) degli ebrei in quel luogo.
Una parte della mia mente cercava di immaginare e sperava che quella fosse soltanto una brutta storia, come quelle degli orchi o del lupo cattivo. Ma dove camminavamo noi era accaduto tutto veramente, per quanto sia difficile credere che l’uomo sia arrivato a una crudeltà simile.
Inoltre è vergognoso pensare che, nonostante il passato, tutt’ora esistono troppe atrocità e crudeltà nel mondo. Ciò fa pensare che dal passato non si è imparato molto.
Per questo ritengo che ricordare sia necessario!

PROVA A RACCONTARE COME è STATO STRUTTURATO TUTTO IL PROGETTO-PERCORSO CHE HAI FATTO CON NOI E L’ASSOCIAZIONE TERRA DEL FUOCO.

Il progetto è stato strutturato con una parte iniziale di formazione, che consisteva in diversi incontri di gruppo, per conoscere ed approfondire diversi aspetti storici del tempo, prendere parte a diverse testimonianze (ad esempio dei partigiani) e cominciare a conoscersi tra ragazzi ed educatori.
Poi, naturalmente il viaggio. Quest’anno, rispetto agli anni passati, in occasione del settantesimo anno della Liberazione, il progetto e stato ampliato con diverse tappe intermedie.
La tappa del nostro gruppo è stata Budapest; le altre destinazioni potevano essere Praga, Berlino, Fossoli, Vienna o Lviv, ognuna con un itinerario comprendente un percorso educativo legato alla memoria; luoghi che rappresentano le ferite, i conflitti e i totalitarismi che ci sono stati in Europa.
A Budapest abbiamo avuto la possibilità di parlare dei Giusti durante la Shoah (persone comuni, persone che di fronte ai massacri e alle deportazioni hanno deciso di scegliere la via della non indifferenza e, invece di chinare la testa, hanno messo a rischio se stessi e la loro vita) e di visitare i luoghi collegati alle figure di Giorgio Perlasca e Raoul Wallemberg.
Il viaggio è proseguito poi verso Cracovia dove, con gli altri diversi gruppi, abbiamo potuto raccontare le esperienze reciproche vissute.
Poi, ci sono state le visite ai campi di Auschwitz e Birkenau, con una precedente tappa anche nella fabbrica di Shindler e diverse attività.
Il viaggio è durato in totale 9 giorni.