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Il mio ritorno a scuola

10 Marzo 2017

A metà gennaio sono stata così all’Istituto Ivo De Carneri, dove mi aspettava la classe terza dell’indirizzo turistico che sta lavorando al progetto “Anticipare future professioni del turismo di montagna utilizzando nuove didattiche e nuovi social network”.

Un progetto coordinato dal docente Luigi Aloia (nella foto a sinistra), che include testimonianze ed interviste video ad alcuni professionisti del settore. L’emozione di tornare una ventina di anni dopo in una scuola superiore è stata davvero unica, con tutta la stranezza di sentirsi dare del lei e capire che il tempo passa anche se ti senti molto vicina alla loro età.

Ma cos’ho raccontato loro?

  • che questa millantata “crisi” serve a coprire sempre più una squilibrata distribuzione delle ricchezze e che – anzi! – questo momento storico è l’ideale per dare vita a delle buone idee. Io ne sono l’esempio concreto. La “crisi” fa accendere il cervello e trovare soluzioni alla mancanza di impieghi tradizionali
  • che io reinvesto sempre i miei guadagni in nuove persone e nuovi progetti: può sembrare una pazzia in un mondo dove spesso il successo viene tarato in base al guadagno. Per me però “successo” significa fare un lavoro che mi piace, creare nuove opportunità per tante persone, rompere gli equilibri non basati sul merito, decidere di essere in vacanza al mattino alle 8 e andare alla scoperta di posti nuovi, ricevere un messaggio di ringraziamento per aver dato visibilità ad una realtà sconosciuta. Non immagino un successo più grande
  • di non avere paura di osare, di sognare in grande. Di fidarsi del proprio istinto, perché arriverà sempre il momento giusto per dare il “la” a qualcosa di nuovo, di magico, di potente
  • di non accettare compensi non dignitosi: per avere un valore bisogna darsi un valore. Ci sarà sempre qualcuno disposto a farsi pagare meno di noi, non sarà un (basso) costo orario a determinare le nostre capacità
  • di non stare sempre zitti a subire le ingiustizie (e nel mondo lavorative ne capitano tante, almeno finché non ti fai un po’ le ossa): il proprio pensiero va espresso. Educatamente, ma va espresso. Arriva poi spesso il momento della rivincita. La vita è generosa.

Insomma, probabilmente non ho dato tante indicazioni pratiche, ma ho cercato di trasmettere loro tutto il mio entusiasmo e la mia passione. Se solo uno di loro avrà fatto un pochino suo il mio approccio, io ne sarò contenta. E a vedere i loro occhi, i loro sorrisi, i loro calorosi saluti alla fine dell’incontro, potrei scommettere che queste ore insieme sono state il miglior investimento che potessi fare quel pomeriggio.

Silvia Conotter

Esperta di Marketing del territorio