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INCONTRO CON WALTER NICOLETTI E DISCUSSIONE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA TRENTINA

28 Novembre 2013

Il giorno 11 novembre 2013 nella classe 4°Bio il giornalista Walter Nicoletti ha tenuto un incontro sull’agricoltura biologica nel Trentino. 

Walter Nicoletti conduce due trasmissioni televisive: “A come agricoltura” e “Girovagando in Trentino”. 

Con l’uso di un power point ha esposto alla classe la storia dell’agricoltura trentina, dalla preistoria sino ad oggi, partendo dal neolitico con l’uomo del Similaun, continuando con agricoltori romani e l’importazione di olivi, viti e castagni e con la nascita delle prime apicolture e di leggende come quella dell’ Om Del Bosc. Le prime attività agricole erano di sussistenza e comprendevano frutticultura, apicoltura, allevamento ed alpeggio.

Nel medioevo vi fu una espansione demografica che spinse a favorire l’agricoltura e fece lentamente nascere il commercio.

Nelle aree meridionali del Trentino si sviluppa un insediamento di tipo comunitario, ancorato da rigidi principi di autogoverno collettivo, mentre nel Sud Tirolo nasceva la cultura del maso.

Abbiamo anche discusso di caratteristiche della nostra agricoltura, come l’ampia diversificazione del territorio, del clima, del terreno e della cultura. Ad esempio, il lago di Garda ha un effetto mitigante che porta la temperatura a livelli simili a quella appenninica permettendo ad esempio la coltivazione del limone.

L’agricoltura deve innanzitutto assicurare un reddito ai contadini, prodotti di qualità ai consumatori, protezione all’ambiente e prosperità della biodiversità. Difatti, l’agricoltura ha un valore non solo economico ma anche sociale ed ambientale.

Per divulgare le attività agricole sono utilizzati agriturismi e fattorie didattiche. L’agriturismo è un’azienda agricola che da accoglienza nei propri appartamenti e offre servizi di ristorazione. La fattoria didattica invece fornisce esperienze dirette con la realtà dell’agricoltura e della pastorizia a fini didattici.

La gran parte dei prodotti (circa il 90%) viene conferita alle cooperative come Melinda, LatteTrento, Sant’Orsola e varie cantine  sociali, come la Cavit.

Come detto in precedenza, la diversificazione dei territori porta a molte differenze nelle pratiche agricole. Ad esempio, in pianura c’è maggiore meccanizzazione e i costi di produzione sono nettamente inferiori rispetto a quelli di un’agricoltura di montagna.

L’agricoltura può considerarsi divisa in due tipi: quella tradizionale, che usa prodotti chimici come fertilizzanti e diserbanti, e quella biologica, di cui abbiamo trattato noi, che rifiuta l’uso di prodotti artificiali e cerca soluzioni in natura, come si faceva prima della scoperta del petrolio.

L’agricoltura biologica, più nello specifico, rifiuta prodotti OGM, fertilizzanti chimici, pesticidi, diserbanti e insetticidi. Infatti, queste merci peggiorano la fertilità del terreno e danneggiano le piante, lasciando residui che poi possiamo anche finire per mangiare. L’uso di fertilizzanti naturali, della rotazione delle colture con uso di piante leguminose del sovescio (rotazione delle colture con semina di graminacee nei vigneti) che conserva la fertilità del terreno.

Questo tipo di coltivazioni ha mille “assi nella manica”. Anzitutto l’uso dei predatori dei parassiti è molto vario: uccelli, coccinelle (simbolo dell’agricoltura biologica, perchè predano efficacemente gli afidi), pipistrelli (cacciano zanzare e alcuni parassiti) ecc. Spesso dei predatori vengono addirittura importati apposta per questi motivi.

Un’altra pratica molto utilizzata è la confusione sessuale: una scatola emana ormoni che confondono i parassiti, che così evitano di riprodursi.

Un importantissimo concetto, ribadito durante l’incontro, è quello di biodiversità, favorita dalla maggior parte dei mezzi usati dagli agricoltori biologici. Uno molto importante è il muretto a secco, utilizzato soprattutto per appianare terreni montuosi e renderli più praticabili, ma molto importante anche per il suo ruolo da “incubatore di natura” in quanto vi crescono insetti, rettili e uccelli. Fondamentali sono anche le siepi, l’erba alta nei vigneti e il bosco.

Abbiamo trovato l’incontro interessante, costruttivo e istruttivo: abbiamo imparato molte importanti nozioni sull’agricoltura biologica, pratica sempre più diffusa, e sulla sua importanza per la nostra regione, il Trentino. Pensiamo sia importante essere informati su questo, così da comprendere i danni all’ambiente causati dall’uso di prodotti chimici o tecniche agricole e pastorali poco sane per piante e/o animali, ed imparare quali alternative esistono e prenderne a cuore lo sviluppo, oltre che cercare di promuoverlo.

 

Daniele Rollo – Massimiliano Dal Pai – Elisa Travaglini IV BIO